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Creare un blog di viaggi: 5 errori da evitare

I 5 errori da evitare per creare un blog di viaggi utile ai lettori

Credo che esistano per lo meno diverse migliaia di travel blog italiani: emergere da questa caciara è impegnativo. Se non hai studiato dal principio come si fanno le cose in un blog, è probabile che tu commetta degli errori molto banali, all’inizio. Essi sono di certo correggibili, ma possono essere causa più o meno diretta del fatto che i tuoi articoli ricevono poche visite. Sono stata la prima a commettere alcuni di questi, ragion per cui desidero metterti i guardia da questi errori tra i più comuni che si fanno quando creiamo un blog di viaggi.

Come creare un blog di viaggi ed evitare gli errori più frequenti

Nei primi tempi, ti sembra semplice creare un travel blog: basta avere qualcosa da raccontare. Possedere delle esperienze di viaggio è la base, come è ovvio conoscere l’alfabeto per saper leggere. Quando poi diventa evidente che le cose non stanno andando per il verso giusto, capisci che devi aver fatto qualcosa che non va. Quando l’impegno è tanto, ma i risultati sono scarsi, forse hai sottovalutato l’importanza delle immagini e del content design, non hai indagato a fondo sulle esigenze dei lettori.

La qualità di un blog, nel bene e nel male, non si basa esclusivamente sulla correttezza del tuo italiano scritto. Essa si poggia anche su altri elementi che, trascurati, fanno in modo che il blog non renda abbastanza.

Quali sono i 5 errori da evitare quando si crea un travel blog, allora?

1. Trascurare il content design

Avrai forse già letto da qualche parte che la lettura sul web è faticosa e condotta a basso tasso di concentrazione. Se un lettore non ha proprio un’impellente necessità di leggerti, quando si trova davanti un fitto testo privo di grassetti e paragrafi, molla la presa e abbandona il blog.

Per te è importante saper incollare il lettore alla pagina con un contenuto interessante, ma anche facilitando la lettura. Usa i paragrafi e sottolinea i concetti chiave con i grassetti, sempre: questo deve essere uno dei tuoi mantra.

2. Trascurare le immagini

Proprio perché la lettura digitale è faticosa e i lettori sempre più pigri e disattenti, le immagini rivestono un ruolo fondamentale in un travel blog. Esse sono importanti in ogni genere di blog, ma creare un blog di viaggi senza foto o con immagini pessime è un suicidio virtuale! Molti lettori più che leggere il testo guardano le foto: da qui capiscono se una destinazione è interessante oppure no.

Non dico che devi diventare un asso della fotografia o del fotoritocco, dico però che devi fare pratica di fotografia e con programmi di editing, così da proporre al tuo pubblico immagini autentiche e accattivanti.

L’occhio vuole sempre la sua parte.

3. Sottovalutare la stagionalità dei contenuti

Il discorso sulla stagionalità dei contenuti è complesso e per nulla assoluto. Parlo per esperienza diretta: è del tutto normale che in determinati momenti dell’anno alcuni articoli vengano letti più di altri. Ad esempio, hai scritto un post sulle migliori spiagge del Salento che ha un boom di visite in estate e un crollo in inverno: è un andamento fisiologico delle ricerche degli utenti. Sarebbe diverso il discorso circa un contenuto sulle spiagge dell’ Egitto: magari i lettori cercano in rete, tra novembre e dicembre, dove andare al mare in inverno ed ecco perché riceverai molte visite all’articolo. Un discorso a parte va fatto per i blog post sulle città d’arte, perché sono spendibili tutto l’anno. Ci sono, infatti, viaggiatori che approfittano di ponti e vacanze natalizie o preferiscono visitare le città ad agosto invece di andare i spiaggia.

Voglio dire è che devi essere bravo ad anticipare le future ricerche dei lettori, che variano a seconda del periodo dell’anno, proponendo degli articoli nuovi e/o ottimizzandone altri nel momento più opportuno.

4. Non rispondere alle esigenze del pubblico

In uno dei miei precedenti articoli, ti ho parlato dell’assoluta necessità di individuare un tuo pubblico. Esiste una corrispondenza tra il tuo modo di vivere e raccontare il viaggio e i tuoi lettori – certamente non strettissima. Insomma, se scrivi di viaggi in camper è logico che ti leggano con maggiore interesse gli appassionati di quel modo di viaggiare.

Una volta che hai individuato la cosiddetta tua nicchia e il tuo lettore ideale, bisogna che tu resti fedele a un proposito: scrivere per raccontare un viaggio, rispondendo a specifiche domande.

Tornando all’esempio dei viaggi in camper, avrebbe poco senso se tu scrivessi dei migliori resort a 5 stelle di Bora Bora e altrettanto poca utilità avrebbe la scrittura di un articolo che non dà consigli e informazioni precise a chi legge. La cosa migliore da fare è chiedersi cosa desiderano leggere i tuoi lettori, cioè di quali contenuti hanno davvero bisogno.

5. Essere poco sinceri o imparziali

Sii sincero quando scrivi e sforzati di essere imparziale. È fondamentale che i tuoi post trasmettano le tue impressioni sul viaggio e siano coinvolgenti dal punto di vista emozionale. D’altra parte, tieni conto del fatto che suddette impressioni sono sempre e comunque soggettive, mentre i lettori vanno alla ricerca di contenuti attendibili, affidabili. Costruire la tua autorevolezza sui “Troppo bello” e “Che orrore” è sconsigliabile. Neanche io mi fiderei di chi sa parlarmi delle diverse destinazioni turistiche esclusivamente in termini positivi o negativi. In medio stat virtus: non esiste un luogo “bello” o “brutto” per tutti.

La tua abilità deve consistere anche nel saper descrivere un luogo cogliendo le sue sfumature; così facendo ti presenti all’audience in veste di blogger competente e autorevole.

In base alla mia esperienza, questi sono i 5 errori da evitare in un travel blog. Per correggere alcuni di essi ci vuole più impegno, tanto studio: è la vita del blogger! Se hai altro da aggiungere, scrivilo nei commenti. A presto!

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